Al mio amato, ancora amato, tanto amato…

Molte di noi hanno qualcosa da dire. E non hanno più, o non hanno ancora, una persona a cui dirlo.

Lo sappiamo: le donne sono generose. E se il loro cuore non ha smesso di amare, tutto quello che vi custodiscono deve poter uscire.

A volte non è ovvio né semplice farlo. A volte il dolore è insopportabile. A volte il risentimento vince, insieme all’orgoglio, sul desiderio di comunicare quello che proviamo.

Per le donne che pensano di aver portato abbastanza a lungo quel macigno sul petto; per quelle per cui le parole d’amore hanno vinto la battaglia sull’orgoglio e che sono spinte dalla propria generosità a continuare a connettersi, anche solo virtualmente, con il loro amato, la scrittura di una lettera può rappresentare un veicolo per lasciar uscire tutto quel luminoso e sofferto amore che non possono fare a meno di provare.

Se hai già scritto la tua lettera, se hai voglia di scriverne una adesso, se hai voglia che a qualcuno arrivi il tuo messaggio, contattami e inviami ciò che hai.

Grazie a te le altre donne potranno capire sempre meglio l’amore.

Potranno gioire con te o dispiacersi con te.

Potranno ascoltare le parole che tieni nel tuo cuore.

Potranno essere le ‘riceventi’ di un messaggio che tu ad oggi tieni nascosto.

E soprattutto TU potrai far fluire fuori da te quell’energia che non andrebbe mai trattenuta: l’amore romantico.

Spero che vorrai inviarmi le parole d’amore che ti assillano.

Quelle che svegliano in te una speranza.

Quelle che ti fanno sentire ancora viva e che ti fanno pensare che la vita, in fondo, vale la pena viverla.

Potrai scegliere un falso nome con cui apparire in questo blog.

Puoi prenderlo come un gioco. Un gioco che per molte di noi è da considerarsi il preferito… 🙂

Ti abbraccio.

Sono con te.

Oh my easiness!!!

(ohmyeasiness@gmail.com)

PS: la pubblicazione delle lettere delle lettrici sul Blog Soltantotiamotanto è a completa discrezione della sua amministratrice.

Saranno scartate le lettere con contenuti di tipo negativo e con sentimenti quali l’odio, il rancore, il desiderio di vendetta…

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Da Alda Merini al suo amato

PAURA DEI TUOI OCCHI

Paura dei tuoi occhi,
di quel vertice puro
entro cui batte il pensiero,
paura del tuo sguardo
nascosto velluto d’algebra
col quale mi percorri,
paura delle tue mani
calamite leggere
che chiedono linfa,
paura dei tuoi ginocchi
che premono il mio grembo
e poi ancora paura
sempre sempre paura,
finché il mare sommerge
questa mia debole carne
e io giaccio sfinita
su te che diventi spiaggia
e io che divento onda
che tu percuoti e percuoti
con il tuo remo d’Amore

da “VUOTO D’AMORE ” ALDA MERINI

Su suggerimento della mia cara amica Veronica, che ringrazio di cuore! ❤

Sento che ci sei

Sento che ci sei.

E continuo a ripetermi che ormai è finita.

Ma il tuo viso, i tuoi occhi che vedo quando ti sogno, quando ti penso, sono veri e diversi.

Tu sei cambiato in questo tempo. Sei cresciuto. E sei diventato quello giusto. Quello che sto aspettando.

Io tutto questo lo so. Con una certezza che viene da luoghi che la mia mente non conosce. Ma finché non lo saprai anche tu, finché non te ne renderai conto e non ne prenderai atto, io non posso fare altro che aspettarti, tenermi in buona salute e cercare di sorridere.

E quindi ti aspetto, mi tengo in buona salute e ti sorrido da qui, da questa pagina che non vedrai mai. E se sei connesso con me, collegato intimamente come sei sempre stato, non sarà necessario che tu legga queste parole, non sarà necessario che io prenda qualche iniziativa. Io sarò comunque qui ad aspettarti e tu mi troverai.

E insieme inizieremo a percorrere la nostra strada. Quella strada che va da qui alla vecchiaia passando dalle gioie e dai dolori di una vita vissuta insieme. Mettendo al mondo i figli, chissà, stringendo i denti quando sarà necessario e sorridendo e ridendo, tenendoci per mano, quando la bufera sarà passata.

Ti amo.

L.B.

Lettera indirizzata a Hervé Joncour, dal libro ‘Seta’ di Alessandro Baricco

Rimani così, ti voglio guardare, io ti ho guardato tanto ma non eri per me, adesso sei per me, non avvicinarti, ti prego, resta come seri, abbiamo una notte per noi, e io voglio guardarti, non ti ho mai visto così, il tuo corpo per me, la tua pelle, chiudi gli occhi, e accarézzati, ti prego, non aprire gli occhi se puoi, e accarézzati, sono così belle le tue mani, le ho sognate tante volte adesso le voglio vedere, mi piace vederle sulla tua pelle, così, ti prego continua, non aprire gli occhi, io sono qui, nessuno ci può vedere e io sono vicina a te, accarézzati signore amato mio, accarezza il tuo sesso, ti prego, piano, è bella la tua mano sul tuo sesso, non smettere, a me piace guardarla e guardarti, signore amato mio, non aprire gli occhi, non acnora, non devi aver paura sono vicina a te, mi senti? sono qui, ti posso sfiorare, è seta questa, la senti? , è la seta del mio vestito, non aprire gli occhi e avrai la mia pelle, avrai le mie labbra, quando ti toccherò per la prima volta sarà con le mie labbra, tu non saprai dove, a un certo punto sentirai il calore delle mie labbra, addosso, non puoi sapere dove se non apri gli occhi, non aprirli, sentirai la mia bocca dove non sai, d’improvviso, forse sarà nei tuoi occhi, appoggerò la mia bocca sulle palpebre e le ciglia, sentirai il calore entrare nella tua testa, e le mie labbra nei tuoi occhi, dentro, o forse sarà sul tuo sesso, appoggerò le mie labbra, laggiù, e le schiuderò scendendo a poco a poco, lascerò che il tuo sesso socchiuda la mia bocca, entrando tra le mie labbra, e spingendo la mia lingua, la mia saliva scenderà lungo la tua pelle fin nella tua mano, il mio bacio e la tua mano, uno dentro l’altra, sul tuo sesso, finché alla fine ti bacerò sul cuore, perché ti voglio, morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perché ti voglio, e con il cuore tra le mie labbra tu sarai mio, davvero, con la mia bocca nel cuore tu sarai mio, per sempre, se non mi credi apri gli occhi, signore amato mio e guardami, sono io, chi potrà mai cancellare questo istante che accade, e questo mio corpo senza più seta, le tue mani che lo toccano, i tuoi occhi che lo guardano, le tue dita nel mio sesso, la tua lingua sulle mie labbra, tu che scivoli sotto di me, prendi i miei fianchi, mi sollevi e mi lasci scivolare sul tuo sesso, piano, chi potrà cancellare questo, tu dentro di me a muoverti adagio, le tue mani sul mio volto, le tue dita nella mia bocca, il piacere nei tuoi occhi, la tua voce, ti muovi adagio ma fino a farmi male, il mio piacere, la mia voce, il mio corpo sul tuo, la tua schiena che mi solleva, le tue braccia che non mi lasciano andare, i colpi dentro di me, è violenza dolce, vedo i tuoi occhi cercare nei miei, vogliono sapere fino a dove farmi male, fino a dove vuoi, signore amato mio, non c’è fine, non finirà, lo vedi? nessuno potrà cancellare questo istante che accade, per sempre getterai la testa all’indietro, gridando, per sempre chiuderò gli occhi staccando le lacrime dalle mie ciglia, la mia voce dentro la tua, la tua violenza a tenermi stretta, non c’è più tempo per fuggire e forza per resistere, doveva essere questo istante e questo istante è, credimi, signore amato mio, quest’istante sarà, da adesso in poi, sarà fino alla fine.

Noi non ci vedremo più, signore.

Quel che era per noi l’abbiamo fatto, e voi lo sapete. Credetemi: l’abbiamo fatto per sempre. Serbate la vostra vita al riparo da me. E non esitate un attimo, se sarà utile per la vostra felicità, a dimenticare questa donna che ora vi dice, senza rimpianto, addìo.

Da Seta, di Alessandro Baricco.

Da Honoré De Balzac a Éveline Hanska (da ‘Per sempre tuo’ a cura di David H. Lowenherz, Oscar Mondadori)

Giugno 1835

Mio angelo adorato,

sono prossimo a impazzire a causa tua, tanto quanto è possibile diventare folli: non riesco a mettere insieme due idee senza che tu ti intrometta fra di loro. Non riesco a pensare a nulla all’infuori di te. Anche contro la mia volontà, la mia immaginazione corre da te. Ti afferro, ti bacio, ti accarezzo, mille ardenti carezze prendono possesso di me. Quando al mio cuore, sarai lì sempre – in eterno. Ti sento deliziosamente proprio lì, ma, Dio mio, cosa mi succederà, visto che mi hai tolto la ragione? Questa è una momomania e stamattina mi atterrisce. Mi alzo ad ogni momenti dicendomi: “Su, corri da lei”. Poi torno a sedermi, spinto dal mio senso del dovere. È in atto un terrificante conflitto. Questa non è vita. Mai prima d’ora mi sono sentito così. Hai divorato tutto. Mi sento pazzo e felice non appena comincio a pensarti. Mi aggiro in un sogno incantevole dove ogni istante dura mille anni. Che orribile condizione! Travolto dall’amore, amore trabocca da ogni mio poro, vivo solo per l’amore, e mi vedo consumato dagli affanni e catturato in una tela di ragno dai mille fili. Oh, mia cara Eva, tu non lo sai. Ho preso la tua cartolina. È qui, davanti a me. E parlo con te come se tu fossi qui. Ti vedo, come ti ho visto ieri, e sei bella, sbalorditivamente bella. Ieri, durante tutta la serata mi sono detto: “ È mia!”. Ah! Gli angeli del Paradiso non sono tanto felici quanto lo ero io ieri!

Honoré De Balzac